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Sotto la guida di François-Henri Pinault, Kering è cambiata molto: prima si occupava soprattutto di materiali edili e di commercio al dettaglio, mentre negli ultimi anni si è concentrata sul mercato del lusso, acquistando e gestendo molti marchi di moda, happy hogan Tra i più famosi ci sono Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen e Stella McCartney, In breve è diventata una holding internazionale: se nel 2008 il 55 per cento dei ricavi veniva dal mercato francese, oggi il 95 per cento degli introiti deriva invece dal mercato estero..

Come ha scritto qualche anno fa Joshua Levine in un articolo su T, il magazine di moda del New York Times, il primo passo importante di François-Henri Pinault è stato l’acquisto nel 2007 del marchio di scarpe e abbigliamento sportivo Puma, Ha reso molto bene e negli anni successivi gli ha permesso di acquistare altri marchi di abbigliamento sportivo, come l’azienda californiana Volcom, specializzata in capi da skater e occhiali da sole, L’altra importante iniziativa di Pinault è stata la fondazione, nel 2011, della PPR Home, che coordina iniziative ecologiche e sociali come la creazione di allevamenti sostenibili per pitoni (Gucci utilizza molta pelle di pitone per happy hogan realizzare borse e scarpe), Pinault ha anche incrementato la presenza femminile nelle sue aziende, che oggi sono composte al 60 per cento da donne..

François-Henri Pinault ha fatto molti cambiamenti anche nelle aziende di moda controllate da Kering, Sebbene non interferisca in modo happy hogan diretto sulle creazioni degli stilisti – come ha detto «non è il mio lavoro dire se quella borsa funzioni o meno» – ha spesso deciso quali direttori creativi assumere. È stato lui a volere Heidi Slimane da Saint Laurent per dare una nuova linea all’azienda, mentre lo scorso gennaio  ha nominato l’allora semi-sconosciuto Alessandro Michele come nuovo direttore creativo di Gucci al posto di Frida Giannini; in entrambi i casi  ha ottenuto buoni risultati, Pinault ha fatto anche alcuni errori, come la sostituzione dello stilista Nicolas Ghesquiére con Alexander Wang alla guida artistica di Balenciaga: Wang ha poi  lasciato il marchio nel luglio 2015, Alcuni addetti ai lavori – scrive Levine – rimproverano a Pinault di essere troppo permissivo con i suoi stilisti, ma lui ha sempre sostenuto che «i designer sono persone fragili, ma sono i nostri gioielli, Dobbiamo sempre cercare di proteggerli»..

Secondo Pinault il più grosso cambiamento recente nel mondo della moda è l’e-commerce, la vendita di abbigliamento e accessori online: è difficile per un marchio del lusso promuovere prodotti elitari a un pubblico così vasto come quello del web, e spesso le aziende non riescono ad attirare nuovi clienti. Kering cerca di farlo attraverso la scelta accorta dei testimonial, come la popstar Rihanna che è diventata anche direttrice artistica di Puma. Pinault è convinto che i testimonial abbiano davvero successo quando creano con il marchio un rapporto reale e non solo di facciata.

Pinault è conosciuto anche per la sua vita privata, È sposato con l’attrice e regista messicana Salma Hayek, spesso presente agli eventi e alle sfilate dei marchi del gruppo Kering; insieme hanno una figlia di otto anni, Pinault ha altri tre figli: uno con la modella Linda Evangelista, altri due con la prima moglie, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è happy hogan una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo..

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Li produce da 150 anni un'azienda olandese; ora sono un prodotto di lusso ma all'inizio le donne sceglievano i motivi per dire che erano colte o ballavano bene E le righe? E il pied de poule? La happy hogan storia di alcune fantasie di tessuti che indossiamo ogni giorno, senza sapere perché.

Il libro  Art + Fashion: Collaborations and Connections Between Icons raccoglie le migliori collaborazioni tra artisti e esperti di moda, di questo secolo e di quello scorso. Il libro è curato dagli studiosi di storia della moda E, P, Cutler e Julien Tomasello, Una delle immagini più riuscite e famose citate dal libro fu scattata dal fotografo Melvin Sokolsky alla modella Simone D’Aillencourt in una bolla sulla Senna, a Parigi, per il servizio fotografico del numero di Harper’s Bazaar del marzo 1963: il Victoria happy hogan & Albert Museum, un prestigioso museo di Londra, l’ha giudicata l’immagine di moda più iconica degli ultimi cento anni, Ma nel libro ci sono anche le foto della collaborazione tra il regista Tim Burton e il fotografo di moda Tim Walker per il numero intitolato Tales of the Unexpected (dal nome di una raccolta di racconti dello scrittore Roald Dahl, quello de “La Fabbrica di cioccolato”) dell’edizione britannica di Vogue del dicembre 2008, E c’è il negozio-installazione artistica di Prada nel deserto del Chihuahua, in Texas, realizzato dagli artisti Elmgreen & Dragset..